C’è chi mette penna e mente, e chi invece mette la penna e la mente la mette la Questura
Dopo la serata di resistenza di ieri, sapevamo che la macchina diffamatoria dei quotidiani di potere ( La Stampa, La Repubblica, … ) si sarebbe mossa per mano dei loro peggiori elementi. Ormai è un’immancabile appuntamento de ‘Il Giorno Dopo’, come ci è sempre successo negli ultimi anni. Ormai il loro gioco è chiaro e semplice, come è semplice capirne la linea editoriale : c’è tensione ?
Allora facciamo fare il lavoro sporco della polizia alla penne di qualche giornalaio, anche perchè giornalista in fondo per taluni è persino troppo visto che si prendono la sola briga di riportare le parole di dirigenti vari, lasciando anche spazio a dicerie di corrodoio.
Quando ad esempio il disonorevole Esposito nelle sue sparate quotidiane contro il movimento ( ma anche perchè senza di noi, chi mai avrebbe conosciuto Stefano Esposito, fra gli altri mille burattini della politica che siedono in parlamento o al senato ), fa un nome, uno qualunque non lo fa perchè l’ho visto dal vivo, l’ho sentito parlare ad un’assemblea : lo fa perchè glielo dice la polizia, in modo diretto o meno.
Quando in questi articoli infami troviamo nomi di nostri amici, compagni e famigliari, o anche il nostro, sappiamo che è quel lavoro sporco, sporchissimo di denigrarli, senza non solo prima un processo (cosa che dovrebbe essere almeno garantita) ma neanche che le persone coinvolte da indagini ne siano a conoscenza : è quello strano intreccio fra politica, polizia e giornalismo che ha fatto credere per anni che Torino non avesse un problema che non fossero l’organizzazione delle olimpiadi o i cerchi nel grano. Non contano le persone che non prendono stipendi dalle cooperative da mesi, le famiglie sfrattate per cifre inferiori ai 1000 di debito, magari per il riscaldamento, o gli immigrati aventi diritto d’asilo politico che vivono nelle fabbriche abbandonate, i tetti che crollano in testa a studenti e studentesse, o i pronto soccorso che chiudono.
Facciamo un esempio chiaro, del recente passato :
“L’articolista è Roberto Travan, valsusino acquisito da ormai parecchi anni, abitante a Villardora. Nella scorsa legislatura tale personaggio era in consiglio comunale eletto nella lista guidata da Elisio Croce con un chiaro programma no tav, poi, poco prima della fine della legislatura ha costruito una fronda interna alla maggioranza portando al commissariamento del comune”.
Questo leggevamo poco più di un anno fa sulla marcia Rivalta-Rivoli fra presunte spaccature del movimento.
Di ieri sera leggiamo di ‘rabbia di elementi isolati da tutto e da tutti’ o di ‘bulloni attaccati ai fuochi d’artificio’… perchè al posto che far parlare loro, non fanno una semplice domanda : come pensate di andare avanti 20 anni in questo modo ?





