Il Passante non cancella i ritardi Treni in coda e disagi al debutto
articolo di Alessandro Mondo, da ‘La Stampa’
Che quello di ieri sarebbe stato il battesimo del fuoco lo si metteva in conto fin da domenica, quando ha debuttato il Servizio Ferroviario Metropolitano. Ma nemmeno i più pessimisti potevano immaginare che l’entrata in vigore della Ferrovia metropolitana si saldasse a una serie di inconvenienti verificatisi di prima mattina.
I ritardi
Quanto è bastato per provocare una raffica di ritardi dentro e fuori il perimetro delle cinque linee alle quali è affidato il compito di unire tra loro diversi centri della prima e della seconda cintura torinese (per la cronaca, si incrociano tutte nel passante ferroviario di Torino). Disagi che, in forma più contenuta, hanno interessato diversi regionali e qualche Frecciarossa anche nella prima fascia serale. L’episodio più critico si è verificato verso le 8,15 a Porta Susa, sulla rete ad alta velocità, ripercuotendosi su quella regionale: un guasto al sistema di segnalamento ha creato un «tappo» nel passante, tra le stazioni di Porta Susa e Stura, interessando 15 convogli con slittamenti di circa venti minuti e altri ritardi a cascata. Ieri mattina, fin verso le 9, una settantina di regionali viaggiavano in ritardo: una cinquantina con sforamenti significativi.
Le proteste
Ritardi ma non solo. Diverse le proteste per la scarsa capienza dei treni, altra nota dolente dei pendolari piemontesi, segnalato – ma è solo un esempio – dal Comitato pendolari della linea Torino Savona (area savonese-cebano-monregalese): il Savona Torino 10150, arrivato a Porta Nuova alle 7.35 con dieci minuti di ritardo, era formato da 4 carrozze (tutti in piedi già a Fossano); anche il Ceva Torino 10170, arrivato in città dopo una sosta a Fossano, risultava troppo corto (posti esauriti alla stazione di Mondovì).
Situazioni che rimandano a vecchi problemi. «Ogni volta è sempre la stessa storia – commenta Cesare Carbonari, portavoce del Comitato spontaneo Torino-Milano . Per risolvere il grave problema del trasporto ferroviario nel nostro Paese bisogna mettere mano al portafoglio e fare gli investimenti attesi da oltre 20 anni».
La difesa
Regione e Ferrovie, che per tutta la settimana manterranno una task-force, invitano alla pazienza e guardano il bicchiere mezzo pieno. «Il nuovo sistema ferroviario richiede un periodo naturale di adattamento prima di entrare a regime, agli utenti servirà del tempo prima di poterne apprezzare e sfruttare le potenzialità – spiega Barbara Bonino, assessore regionale ai Trasporti -. Non è più necessario accalcarsi per prendere un treno, la maggior produzione consente di utilizzare la ferrovia come una metropolitana». Dunque, giudizio positivo: la puntualità dei convogli alle 17 è stata del 70,5% entro i 5 minuti,;dell’83,5% entro i 10 minuti e dell’87,5% entro i 15. Su 167 treni circolanti ci sono state 2 soppressioni, sulla tratta Pinerolo-Lingotto, pari all’1,2% del totale.





